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GRANDE BLOG DANIELE LEGGENDO TUTTO QUELLO CHE HAI SCRITTO CONCORDO IN MOLTE COSE,NEL COMPLESSO POSSO DIRTI SOLO   CONTINUA COSI' CHE VAI ALLA GRANDE CIAO UN SALUTO DA MAX ......A DIMENTICAVO HAI UN BUON SOCIO LAVORANDO INSIEME ARRIVERETE AL TRAGUARDO CIAOO....
11 月 23 日
10月5日

Colori

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 Ogni notte utilizzo una lampada di nuova generazione a tecnologia diodo led. Mi permette di illuminare una scena scegliendo il colore che desidero per mezzo di un controllo a cursore del tipo dmx. Cambio l’atmosfera in un preciso istante. Quello che inizialmente sembrava fosse solo un accessorio giocoso, si è rivelato per me una sorta di scienza. Mi sono ritrovato ad interrogarmi sulle sensazioni che mi davano i colori, nonchè quelle che trasmettevo all’artista ed al suo pubblico.

 I giovani ed appassionati tecnici di Metropolis TV, conoscono loro malgrado la mia infantile curiosità. Quando entro negli studi di produzione, mi sento come un bimbo nel negozio di giocattoli. Mi incanto ad osservare le telecamere e gli illuminatori.

 Alla continua ricerca di apparecchiature che possano soddisfare le mie voglie e dare servizi utili alla comunità, ho trovato, un giorno, la mia piccola lampada in un negozio di Napoli.

Per quei pochi che non lo sapessero, voglio ricordare che l’intero spettro del croma viene riprodotto dalla somma dei tre colori fondamentali, rosso, verde e blu, denominati RGB. L’artista che cova in me, gioca con la somma di queste tre lunghezze d’onda per creare l’atmosfera più adatta. Tanto per fare un semplice esempio, associando al  rosso il blu, tiro fuori un viola, oppure aggiungendo il verde al primo, un giallo.

 Spesso mi chiedo quali emozioni suscitano in me le tonalità che giungono alla mia mente per mezzo dell’occhio. Uno dei nostri più importanti sensi, funzionante esattamente come le tecnologie che utilizziamo tutti i giorni. Gli specchi della nostra anima, dai colori e le forme più disparate. interpretando i 3 colori fondamentali e trasmettendoli al cervello in modulazione di frequenza, ho scoperto sono esattamente identici alle telecamere professionali (o forse è più giusto dire che sono esse più simili alla natura umana da cui hanno rubato il principio funzionamento).

 Una prima grande distinzione della luce, viene fatta utilizzando la definizione di: calda e fredda. Associando alla prima tutti i colori tendenti al rosso ed alla seconda quelli tendente al blu. Scientificamente parliamo della parte bassa dello spettro, con frequenze più basse, quelle che per intenderci utilizzano i visori notturni ad infrarosso, i più evoluti dei quali rivelano addirittura il movimento dei corpi per mezzo dell’emanazione di calore. Ci riferiamo invece alla parte alta dello spettro quando parliamo di ultravioletto, il colore dell’atmosfera per intenderci.

Mi è rimasta impressa la lezione che tenne presso la mia scuola, colui che è stato ritenuto il più grande direttore della fotografia cinematografico: Vittorio Storaro. Fù il primo a mischiare nella stessa scena la luce calda e quella fredda. Di un errore tecnico ne fece un premio Oscar; ad Holliwood fu osannato per aver avuto il coraggio di utilizzare nella stessa inquadratura la luce a 3000 gradi kelvin della torcia con quella ad 8000 gradi del raggio di sole che entrava di taglio.

Sensazioni contrastanti che mandano in panne il nostro ego, come quando ieri al Centro benessere Shantitherm, il caldo insopportabile del bagno turco veniva spezzato dai lapilli dell’acqua fredda.

 La prossima volta chiederò ad Angelo la visione virtuale di un arcobaleno, per spaziare dal rosso del mio amore per la mia innamorata, al blu del cielo in cui volerò con essa.

A proposito, devo correre via al mio nuovo appuntamento col centro benessere di Santa Maria La carità, per la mia prima cromoterapia. Mi tufferò nella sensorialità emozionale dei miei colori…

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9月26日

Raccomandazioni e clientelismo

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    La scorso sabato, in un orario abbastanza mattutino, mi è giunta la telefonata di un amico che oramai raramente incontro. Ascoltando la mia voce si è immediatamente tranquillizzato, dopo aver dedotto che avevo saltato una rubrica per motivi non riconducibili alla mia morte.

 Svilupperemo in seguito l’argomento “dell’essere vivo” solo quando si è sul media;  per ora mi basti dire che sono certamente lieto che ci siano alcune persone che al giorno più bello della settimana, attendono le mie fantasiose disquisizioni…

 Questa settimana, dopo 18 anni di riflessioni, voglio finalmente aprire il mio archivio su un trauma  adolescenziale.

 Durante l’estate, chi mi avrà di tanto in tanto seguito su Metropolis TV, avrà notato attenzione su alcuni concorsi di bellezza nazionali che hanno consumato tappe nel nostro territorio. Dietro le mie argute domande, si è celata sovente una polemica di fondo: le raccomandazioni.

 Ciò che per me da tempo rappresentava solo un sospetto, ha trovato conferma nelle parole di un organizzatore che mi sono rimaste impresse come la frase di un film: <<Se vuoi,  possiamo anche spingere qualcuno vicino a te>>. Alcune e-mail con dettagli sui singoli fatti poi hanno fatto da ciliegina sulla torta. A dire il vero, non sono entrato nell’argomento e neanche mi è interessato. Sapete perché? Non mi ha meravigliato.

 Finalmente però, è giunta l’occasione per tirar fuori lo scheletro dal mio armadio.

 Alle scuole superiori, glorioso I.T.I.S. “R. Elia”, dove per fortuna insegnavano anche un po’ di materie umanistiche,  oltre che squisitamente tecniche, mi propinarono una parola che feci mia per sempre: “Clientelismo”. La nostra repubblica, anzi la nostra cultura, si basa ancora oggi (anche dopo Mani Pulite), sulla raccomandazione.

 Ricordo che fino al terzo anno fui un discreto studente nella materia dell’italiano, ma quando cambiai insegnante,  la media del 7-8 piombò a 3. La mia fragile personalità di ragazzetto ex secchione, non seppe darsi una spiegazione immediata e purtroppo crollò in una patologia nevrotica che per lungo tempo (anni) mi causò una facile perdita di equilibrio psicologico davanti ad ordinari stress della vita quotidiana. Solo alla soglia dell’esame di stato la mia media, come per improvvisa ritrovata illuminazione, schizzò addirittura al 9. In realtà, qualcuno mi disse che alla  prof.  piaceva mangiare, nel senso culinario del termine.

 Così non ancora maggiorenne, imparai a fare la spesa di salumi, mozzarelle e provoloni, per riempire l’ enorme frigo dell’insegnante che cambiava i suoi giudizi in base al menù.

 Infatti come per magia, giunsi alla prova di stato con i miei voti di storia e lettere altissimi.

 Quando in questi lunghi anni, lottando col trauma, di cui credo neanche lei si sia mai resa conto di aver cagionato in me, mi sono ritrovato a parlare con alcuni suoi studenti dei quintali di cibo che avrà ricevuto nella sua carriera. Mi sono reso conto che il suo, oltre ad essere stato un abuso di potere, è stata una totale mancanza di sensibilità verso la materia che, per rimozione, non ricordo neanche se fù mai capace di insegnare.

 E’ di queste ore la notizia di un prof. condannato per la minaccia di bocciatura verso i suoi allievi. Loro probabilmente, a differenza mia, che non ebbi la capacità di difendermi per tempo, hanno avuto maggiore forza e consapevolezza nella denuncia.

 Chissà se la mia carissima professoressa d’italiano, Rosaria Schettino, avrebbe mai pensato che quel ciuccio nei compiti scritti, all’appello Croce, dopo mezza vita, si ritrovava giornalista della testata più importante della nostra area, a fare il suo nome ed a mettere in guardia le nuove generazioni dal suo operato.

 Non meravigliatevi dunque, mie care Miss, di come funziona la nostra splendida Italia. Armatevi anche voi di provoloni . . . . . . . diventerete Veline !

 
9月12日

SEGRETI

   Incomincio subito la discussione di questa settimana con una delle mie domande dirette. Avete uno o più segreti ? Certamente si ed ovviamente non vi chiedo quali, altrimenti cesserebbero di essere tali, specie in questa sede.

 Io, come qualcuno avrà oramai notato, ogni 7 giorni sviluppo delle riflessioni, le quali partendo dalle mie vicissitudini biografiche, tendo a proiettarmi sulla società, incontrando per fortuna,  l’approvazione di voi lettori (sarà anche per questo che sono ancora qui).

 Faccio una “conclusione iniziale”: i segreti, nella realtà, non esistono!

 Approfondiamo un momento però, prima che qualcuno di voi mi accusi di precipitosità.

Innanzitutto questo inconfessabile episodio o fatto, qualsivoglia definire, è stato condiviso con una o altre persone? Se si, già di base il concetto di segreto verrebbe meno. E’ una situazione che più persone conoscono, inviando alla pluralità ciò che dovrebbe essere intimo.

 Ciò che io credo comunque, è che l’essere umano, per costituzione, non sia in grado di mantenere per sè dei fatti che egli stesso ritiene importanti per la propria esistenza o quella degli altri.

 Il problema fondamentale per la riservatezza, riguarda il costo in termini psichici per la conservazione. Tenere chiuse delle notizie in un sarcofago della mente è oneroso in termini energetici. Più è spessa la blindatura, più è stancante. A dire il vero, qualcuno riesce anche a tacere, purtroppo però, a costo di una più o meno grave forma di patologia. Possono insorgere difficoltà di relazione con le persone, spesso del sesso opposto. Stravolgimenti sul corpo per fisionomica.

Conosco una ragazza per esempio, con delle gravi difficoltà a relazionarsi con gli uomini. Conversando con una amica comune, di data risalente alla sua infanzia, si sono visti confermati i miei  stessi timori; probabilmente codesta, deve aver subito una qualche forma di violenza da parte del papà ed ora in età avanzata, non avendo trovato il coraggio e la capacità di esternare, non riesce a proseguire una vita normale. 

Il fardello da tenere chiuso pesa e fin quando non ce ne si libera risulta schiacciante.

Alla fine allora, ognuno di noi, deve trovare un escamotage per liberare queste pesanti caselle di memoria.

  Confessarsi al compagno di viaggio nel treno, che nella sicurezza di non incontrarlo mai più, subisce tutta la nostra frustrazione recondita. Una telefonata anonima ad una radio o una lettera non firmata ad un giornale, per sviscerare ciò che nel nostro personale occulto ci fa star male.

 Il mio consiglio è di cercare una soluzione ragionevole all’apertura dei propri archivi. Anche perché consentitemi una battuta beffarda: potreste scoprire, con non poco sollievo, che ciò che ritenevate così riservato, era già patrimonio di chi a sua volta non voleva deludere il vostro incredibile mistero.

9月5日

Odori

  Tra gli innumerevoli fattori che concorrono nell’attrazione fatale tra due persone, io pongo tra le primissime posizioni, quello dell’odore.

Mi è capitato recentemente di sentir dire da una ragazza, che il mio odore la aggradava; purtroppo contemporaneamente pensavo il contrario del suo. Questa variabile è risultata un inconveniente al continuo del nostro idillio, che era tra l’altro in fase già molto avanzata. Ho provato a mettere in primo piano la sua intelligenza, il suo colore, il suo bel sorriso, l’interesse nutrito per il mio lavoro e l’arguzia nel comprenderlo velocemente.

E’ vero, come qualcuno mi ha fatto notare, che trovo sempre qualcosa che non va in una mia potenziale nuova fidanzata, come se io fossi perfetto e palesemente non lo sono. Ma questo è un altro discorso…

Il copia-incolla del caro Wikipedia mi recita così:

“L'odore è un'emanazione trasmessa dall'aria, percepita dall'apparato olfattivo dell'uomo e degli animali in generale, e che può fungere da stimolo, conscio o inconscio, per richiamare ricordi, emozioni, bisogni o necessità”.

Per quanto riguarda i bisogni o le necessità, ovviamente il nostro olfatto ricorre in aiuto per cercare o valutare cibi. Talvolta può aiutarci (si spera sempre per tempo) a sfuggire dai pericoli di incendio o scoppio.

Voi che mi seguite da un po’ sapete però, che io sono un romantico e ciò che mi sta più a cuore nella definizione sopraindicata è quella riguardante il richiamo dei ricordi.

La pastina che mi riporta all’asilo dalle suore a Quisisana. Il sapone con la fragranza di limone che mi riporta ad una bella vacanza. Il profumo di marca, dal “sapore” dolciastro, che mi inquadra il suo viso angelico e la sua liscia pelle.

Il PH della pelle appunto, insieme a tutti i residui organici emanati dal corpo umano, emanano quelle molecole odoranti che dissolte nell’aria giungono al cervello, il quale attraverso la memoria, le associa alle sostanze conosciute.

Per mezzo del sistema limbico, la zona attraverso cui passano le nostre emozioni, si richiamano le immagini del passato con le esperienze ed i ricordi.

Ognuno di noi possiede una determinata chimica, la stessa che è alla base dell’attrazione sessuale ed io oserei dire anche emotiva. Essa varia in base all’età, la razza, l’alimentazione, l’aria che si respira, e tanto altro.

 Ognuno di noi possiede uno stereotipo che più sta simpatico ai nostri feromoni. Nel mio archivio e ben impresso l’odore della mia lei. La mia ricerca continua: prima o poi la troverò.

8月30日

Normalità

  Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase: <<Non sei normale>>. Io spesso ho chiesto a queste persone, che cosa per loro fosse la normalità.

Un vocabolario mi recita: “Che è conforme ad una regola, ad una norma. Che segue l'abitudine, ordinario, consueto. Che dà la norma, che serve da esempio o da modello”.

  Io credo che una normalità universale non debba esistere e pare che sia ancora così per fortuna. Essa varia in base alla cultura ed alla religione di un popolo, nonché al livello delle varie fasce sociali e quindi alla formazione delle singole persone.

  In base a quale criterio possiamo essere legittimati ad affibbiare ad una persona il vezzeggiativo di “anormale”?  Se qualcuno, per esempio, decide di indossare abiti diversi dalla massa, non per questo deve essere ritenuto persona strana.

  Giovedì scorso, una bella ragazza, in occasione di un matrimonio di cui ero ospite, ha avuto il coraggio di venir vestita con una  lunga fascia che avvolgeva tutto il corpo e sul capo un turbante dello stesso tessuto che richiamava il resto dell’abbigliamento. In quelle vesti che io provocatoriamente definivo di ritorno dalla spiaggia, un po’ arabeggiante ed un po’ moda Positano: Francesca era bellissima.

  Anche il fotografo, Umberto da Capri, nel suo uscir fuori dall’ordinario, l’ho trovato geniale. Chi ha detto che bisognava essere sempre in posa? Scatti di quel giorno speciale, naturali; istanti impressionati sulla pellicola,  all’insaputa di chi nello suo sguardo lasciava  intravedere le emozioni del momento. Inquadrature, come quella con 2 candele in primo piano ed i due sposi sullo sfondo, fuori fuoco, sagome che lasciano ben più ampio spazio all’immaginazione di chi contemplando l’immagine, crede di trovarsi più di fronte ad un’opera d’arte che ad una semplice fotografia.

  Il coraggio dunque di uscire fuori dal comune. Spesso chi lo ha fatto, ha avuto successo, imponendo a sua volta nuove mode. Tutto è lecito, secondo me, nel rispetto delle persone e del pubblico decoro.

  Voglio ricordare ancora che la società in cui siamo calati, influenza molto il concetto di normalità.

  Per gli arabi è giusto coprire per intero la figura delle donne, che devono essere esclusivamente appannaggio degli uomini che le prendono in spose. Per i signori scozzesi è normale, invece, vestire il gonnellino senza mutanda nei giorni di festa. Per i cinesi, fino a qualche mese fa almeno, vestire le stesse camicie e pantaloni per milioni di loro, era costume comune (se non regola). Così come per i peruviani è bello usare capi coloratissimi ricchi di simboli pendenti. Alcuni popoli africani vanno in giro nudi, con il semplice utilizzo di sostegni ai “carichi pendenti”.

  Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase: <<Il mondo è bello perché è vario>>?.

  Oramai con il processo di globalizzazione ci stiamo avviando alla standardizzazione degli usi e dei costumi.

  Io stesso ammetto che da quando indosso gli occhiali più fashion; i jeans alla moda; l’auto inn: riscuoto più successo. Se la sociètà vuole questo, io mi sintonizzo, ma l’identità che mi rende unico vorrei cercare di non perderla. La mia normalità è personale ed è così che mi contraddistinguerò dagli altri, sino alla fine.

Sono sicuro che voi farete lo stesso. No?

  IMG_0748Ciao.