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September 12 SEGRETIIncomincio subito la discussione di questa settimana con una delle mie domande dirette. Avete uno o più segreti ? Certamente si ed ovviamente non vi chiedo quali, altrimenti cesserebbero di essere tali, specie in questa sede. Io, come qualcuno avrà oramai notato, ogni 7 giorni sviluppo delle riflessioni, le quali partendo dalle mie vicissitudini biografiche, tendo a proiettarmi sulla società, incontrando per fortuna, l’approvazione di voi lettori (sarà anche per questo che sono ancora qui). Faccio una “conclusione iniziale”: i segreti, nella realtà, non esistono! Approfondiamo un momento però, prima che qualcuno di voi mi accusi di precipitosità. Innanzitutto questo inconfessabile episodio o fatto, qualsivoglia definire, è stato condiviso con una o altre persone? Se si, già di base il concetto di segreto verrebbe meno. E’ una situazione che più persone conoscono, inviando alla pluralità ciò che dovrebbe essere intimo. Ciò che io credo comunque, è che l’essere umano, per costituzione, non sia in grado di mantenere per sè dei fatti che egli stesso ritiene importanti per la propria esistenza o quella degli altri. Il problema fondamentale per la riservatezza, riguarda il costo in termini psichici per la conservazione. Tenere chiuse delle notizie in un sarcofago della mente è oneroso in termini energetici. Più è spessa la blindatura, più è stancante. A dire il vero, qualcuno riesce anche a tacere, purtroppo però, a costo di una più o meno grave forma di patologia. Possono insorgere difficoltà di relazione con le persone, spesso del sesso opposto. Stravolgimenti sul corpo per fisionomica. Conosco una ragazza per esempio, con delle gravi difficoltà a relazionarsi con gli uomini. Conversando con una amica comune, di data risalente alla sua infanzia, si sono visti confermati i miei stessi timori; probabilmente codesta, deve aver subito una qualche forma di violenza da parte del papà ed ora in età avanzata, non avendo trovato il coraggio e la capacità di esternare, non riesce a proseguire una vita normale. Il fardello da tenere chiuso pesa e fin quando non ce ne si libera risulta schiacciante. Alla fine allora, ognuno di noi, deve trovare un escamotage per liberare queste pesanti caselle di memoria. Confessarsi al compagno di viaggio nel treno, che nella sicurezza di non incontrarlo mai più, subisce tutta la nostra frustrazione recondita. Una telefonata anonima ad una radio o una lettera non firmata ad un giornale, per sviscerare ciò che nel nostro personale occulto ci fa star male. Il mio consiglio è di cercare una soluzione ragionevole all’apertura dei propri archivi. Anche perché consentitemi una battuta beffarda: potreste scoprire, con non poco sollievo, che ciò che ritenevate così riservato, era già patrimonio di chi a sua volta non voleva deludere il vostro incredibile mistero. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://cid-307d50e6cedd1486.spaces.live.com/blog/cns!307D50E6CEDD1486!2462.trak Weblogs that reference this entry
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